Gigantes e Cabezudos


La sfilata dei Gigantes e dei Cabezudos di Pamplona è un evento fondamentale durante le celebrazioni della Festa di San Firmino. Si tratta di caricature umane in cartapesta previste dal programma delle celebrazioni fin dalla fine dell’Ottocento. Addirittura le ricostruzioni storiche le fanno risalire al diciassettesimo secolo.

Nel 1657 Francisco de Azpigalla costruì le otto giganti statue, per un corrispettivo in denaro di 4064 reales. Dalla prima realizzazione e per tutto il secolo successivo, i “giganti” sembra che fossero presenti sia nella Cattedrale che all’interno del Palazzo dell’Ayuntamiento. Il divieto reale del 1780, con la motivazione che distraevano i fedeli dalle celebrazioni religiose, fece cadere in disuso questa tradizione. Soltanto nel 1860 sono state reintrodotte nella Festa di San Firmino.

 

Sfilata dei Gigantes a Pamplona
Un "Gigante" durante la Festa di San Firmino

I Gigantes non sono altro che quattro coppie di personaggi in cartapesta, con un’altezza poco inferiore ai quattro metri. Ogni coppia simboleggia un re e una regina; per entrare dentro questa costruzione allegorica, è prevista una feritoia posteriore. Di difficile gestione, soprattutto quando tira il vento, i Gigantes vengono fatti avanzare al ritmo del battito dei tamburi.

Accompagnano i Gigantes le cinque Cabezudos, cioè delle enormi teste alte poco più di un metro. Durante la processione le Cabezudos precedono i Gigantes. Nel linguaggio allegorico di Pamplona rappresentano rispettivamente il sindaco, un assessore, una nonna e altre due persone di origini giapponesi. Il sindaco, poi, si riconosce dagli altri perché ha gli occhi che si muovono, attraverso un sistema meccanico, durante il cammino.

Bisogna citare altri due tipi di figure allegoriche presenti durante la Festa di San Firmino. I primi sono i Kilikis: sei pupazzi, simili alle Cabezudos ma più piccole e con un cappello a tre punte. Infine ricordiamo gli Zaldikos, cioè sei finti cavalli con i rispettivi cavalieri che li “cavalcano”.